di Maurizio Fogagnolo

Il D.Lgs. 13 dicembre 2017 n. 217, pubblicato in G.U. del 12 gennaio 2018 ed entrato in vigore il 27 gennaio 2018, ha introdotto importanti modifiche al D.Lgs. 7 marzo 2005 n. 82 (Codice dell’Amministrazione Digitale), riguardanti l’individuazione degli atti amministrativi suscettibili di notifica via PEC e la specificazione di quelli per cui l’attivazione di tale procedura di notifica era stata introdotta dal 1° luglio 2017, a fronte di quanto disposto dall’art. 7quater, comma 6 D.L. 22 ottobre 2016 n. 193, convertito in L. 1° dicembre 2016 n. 225.

Se, con quest’ultima norma, integrando l’art. 60 D.P.R. 600/1973 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), era stato previsto che la notificazione diretta a mezzo PEC avrebbe potuto essere eseguita con riferimento agli avvisi ed agli altri atti che per legge devono essere notificati ai contribuenti, senza tuttavia fornire alcuna specifica indicazione in merito a quali fossero tali atti, la disposizione dettata dal sopracitato D.Lgs. 217/2017, introducendo l’art. 6, comma 1quater del C.D.A., ha disposto che:

«i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, notificano direttamente presso i domicili digitali di cui all’articolo 3-bis i propri atti, compresi i verbali relativi alle sanzioni amministrative, gli atti impositivi di accertamento e di riscossione e le ingiunzioni di cui all’articolo 2 del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, fatte salve le specifiche disposizioni in ambito tributario. La conformità della copia informatica del documento notificato all’originale è attestata dal responsabile del procedimento in conformità a quanto disposto agli articoli 22 e 23-bis».

L’art. 2, comma 2 del D.Lgs. 7 marzo 2005 n. 82 identifica i soggetti legittimati allo svolgimento di tali attività di notifica, individuandoli:

  1. a) nelle pubbliche amministrazioni, ivi comprese le autorità di sistema portuale, nonché alle autorità amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione;
  2. b) nei gestori di servizi pubblici, ivi comprese le società quotate, in relazione ai servizi di pubblico interesse;
  3. c) nelle società a controllo pubblico, escluse alcune tipologie di società quotate.

La nuova disposizione, come combinata con gli artt. 6bis, 6ter e 6quater D.Lgs. 7 marzo 2005 n. 82, prevede che tali notificazioni dovranno essere eseguite solamente presso i domicili digitali reperibili nei seguenti elenchi:

  • INI-PEC per imprese e professionisti (art. 6bis);
  • gov.it per le Pubbliche Amministrazioni e i gestori di pubblici servizi (art. 6ter);
  • Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese (art. 6quater).

Anche con riferimento alle persone fisiche non tenute a possedere uno specifico indirizzo di posta elettronica certificata viene quindi introdotto un registro, presso cui gli Enti interessati potranno accedere per individuare l’esistenza di un domicilio digitale da utilizzare per la notifica dei propri atti impositivi.

Sotto quest’ultimo profilo, va evidenziato che il pregio principale della disposizione introdotta dal D.Lgs. 217/2017 è appunto quello di avere individuato in modo espresso le tipologie di atti che possono essere notificati a mezzo PEC, superando la precedente versione, del tutto generica, contenuta nell’art. 7quater, comma 6 D.L. 22 ottobre 2016 n. 193, convertito in L. 1° dicembre 2016 n. 225, in cui gli atti notificabili per posta certificata erano semplicemente individuati con la locuzione “atti ed avvisi che per legge devono essere notificati al contribuente”.

La norma introdotta dal D.Lgs. 217/2017 non ha invece previsto nessuna disciplina di dettaglio in merito al procedimento da adottare da parte delle Pubbliche Amministrazioni qualora la notificazione non dia esito positivo, che dovrà quindi continuare ad essere effettuata con le modalità dettate dall’art. 60 D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, come integrato dall’art. 7quater, comma 6 D.L. 22 ottobre 2016 n. 193, convertito in L. 1° dicembre 2016 n. 225, il quale ha stabilito che la notificazione a mezzo PEC si perfeziona, per l’Ente impositore, al momento della trasmissione da parte del suo gestore della casella di posta elettronica certificata della ricevuta di accettazione con la relativa attestazione temporale che certifica l’avvenuta spedizione del messaggio, mentre, per il destinatario, alla data di avvenuta consegna contenuta nella ricevuta che il gestore della casella di posta elettronica certificata del destinatario trasmette all’ufficio, ed, inoltre, che – qualora la casella di posta elettronica del destinatario risulti non valida o satura – l’Ufficio deve provvedere ad una seconda notifica almeno sette giorni dal primo invio.

Qualora anche tale secondo tentativo non dia esito positivo, l’Ufficio dovrà infine procedere al deposito telematico dell’atto nell’area riservata del sito internet della società InfoCamere Scpa e alla pubblicazione, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, del relativo avviso nello stesso sito, per la durata di quindici giorni, nonché a dare notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo di lettera raccomandata, analoga alla comunicazione di avvenuto deposito (C.A.N.) inviata in caso di notifica a mezzo posta raccomandata, con conseguente perfezionamento della notifica nel quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione dell’avviso.

Con il d.lgs 13/12/2017 n. 217 pubblicato in G.U. lo scorso 12 gennaio sono state disposte le integrazioni e correzioni al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, relativo al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82

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